Scegliere è un processo difficile.
Racchiude in sé l'angústia del limite e il dolore dell'esclusione, ma anche l'assennata e parca soddisfazione di aver superato l'illusione che tutto sia possibile senza questioni di spazio-tempo, contraddizione, gerarchia e responsabilità. Scegliere è difficile perché è la declinazione pratica del crescere la dove tutti, nel profondo, preferiremmo rimanere bambini. D'altronde non conosco adulto che fantastichi con moderazione né bambino alcuno che prenda alla leggera la benché minima scelta; più oltre, se è vero che invecchiare non è per forza garanzia di maturare, lo è pure che è fondamentale intravedere un bambino nell'adulto forse più di quanto sia necessario il contrario.
A voi oggi la scelta, insomma, che sia quella di crescere o di aggregarvi a Peter Pan.